Quartieri della solidarietà: Psichikò

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Ultimamente tutte le mie amiche d’infanzia sono molto curate: capelli, unghie, vestiti, tutto perfetto. Aspettano di giorno e notte da un momento all’altro la crescita – non sia mai che quando arriva ci trova sciatti e se ne va.

Ultimamente tutte le mie amiche d’infanzia sono povere, ma devi essere molto attento per capirlo. Maroussi, Filothei, Kifissià, Drosià, Psychikò – le ragazze dei “quartieri buoni”, che hanno frequentato “scuole prestigiose”, che si sono laureate all’estero, che hanno sposato “un bel partito” tornano nelle loro case fredde e guardano come zombie i loro frigoriferi vuoti.

 Il contesto mi è estremamente familiare, ma capisco perché la gente si mette a ridere quando la pittrice Ersi Chatziargyrou parla della struttura di solidarietà creata qui. E capisco la sua premessa: “Forse vi mettete a ridere, ma abbiamo creato gli “Ombrelli” per una vera necessità. Filothei, Neo e Palio Psychiko, erano il cuore dell’ormai vacillante classe media. Qui vedrete persone con il Rolex che – non lo immagineresti mai – vanno a dormire a stomaco vuoto. Sono dirigenti di società, giornalisti licenziati, imprenditori che hanno perso il proprio lavoro e sono affondati nei debiti. Si vergognano di ammetterlo e vivono il proprio dramma dietro le loro porte chiuse. Gli è molto difficile adattarsi in una vita senza soldi, hanno costruito l’intera esistenza loro sul consumo. C’è un’alta percentuale di depressione, perciò tra le prime cose che abbiamo messo nel programma è stata la rete di sostegno psicologico. A Pèrama (zona Pireo, n.d.t) le reazioni della gente sono molto più sane, sono più estroversi, accettano la carenza e trasformano la propria rabbia in azione”.

“Per la classe media è crollato un modo di vedere la vita, non solo le abitudini di consumo” spiega il professore di Filosofia Spyros Benetatos. “Sono crollati i modelli delle persone. Adesso non possono più comprare, né andare in scuole buone, niente pianoforte, niente lingua straniera, niente tennis. Il 50% almeno degli abitanti di Paleo Psychiko sono ostaggi nelle proprie case: non possono pagare i loro mutui né l’imposta straordinaria sulla casa. Così, da quando abbiamo cominciato a settembre, era importante non solo creare questa rete di auto-sostegno, ma anche organizzare degli eventi culturali”. E’ vero, anche la prima ufficiale per le “Ombrelle” aveva un profumo di cultura: hanno allestito una mostra fotografica con foto dal mercatino del loro quartiere..al mercatino, per raccogliere così dei beni alimentari.

“E’ ampia la gamma delle persone che si attivano nelle “Ombrelle”, la nostra compagnia oggi è caratteristica” mi dice l’operatore di ripresa Takis Bardakos. “Abbiamo un’artista, un professore universitario, Kostas, che è un operaio non specializzato disoccupato ed io, che sono un operatore di ripresa disoccupato. Inoltre varia anche la nostra politica, perché non siamo collegati a nessun partito. Funzioniamo attraverso la nostra assemblea generale e tutte le decisioni vengono prese attraverso procedure di democrazia dirette. Collezioniamo i beni alimentari tutti insieme, li distribuiamo tutti insieme e decidiamo tutti insieme sulle nostre attività culturali. C’era una serata eccezionale con lo scrittore Yannis

Makridakis e il 21 di aprile abbiamo offerto uno spettacolo teatrale a tutti gli studenti che ci hanno portato beni alimentari per tutto l’inverno”.

 Per Kostas Boutsis, che è seduto accanto a lui, è la prima volta che partecipa ad una rete così. “La cosa importante è che quando vieni agli “Ombrelli” non ti senti un poveraccio al quale viene data l’elemosina. Offri anche tu i tuoi servizi a qualcun altro se ne ha bisogno. Sostieni e vieni sostenuto”. Ed è proprio in questa logica che funziona anche la comunità di scambio di servizi, da loro istituita. Spyros ci spiega: “Non volevamo che si trattasse di una banca di tempo, di valutare cioè i servizi con un’unità immateriale, ma che funzionasse come una comunità, che ognuno cioè prenda secondo i propri bisogni ed offra secondo le proprie capacità. Per il momento partecipano degli psichiatri, professori dell’istruzione media e di computer, avvocati, falegnami ed elettricisti”.

Tutto questo è bello ed utile, ma non sento nemmeno una parola di analisi sulle cause che ci hanno portato fin qui. E non sento nemmeno la voglia di capovolgerle. Non vi riguarda qui a Psychikò questo discorso? “Se mi stai chiedendo se abbiamo una visione politica particolare, ti rispondo in modo negativo. Questo però non vuol dire che siamo apolitici” dice Spyros. “Il nostro obiettivo, sin dalla prima assemblea di quaranta persone in piazza, è quella di attivarci come cittadini, di uscire fuori e discutere, di cercare insieme delle nuove visioni. Questo atto è profondamente politico. Tutta la società è alla ricerca di una nuova visione, è l’unico modo per trovarla e partecipando in procedure di democrazia diretta”.

Dico allora che le mie amiche d’infanzia dei “quartieri alti” devono cominciare ad uscire piano piano dalle loro ” belle case “. Perché quando arriverà lo sviluppo, a parte i riflessi per i capelli, non avremo più neanche  i denti. E per concludere, Ersi, che dice le cose in modo molto più diretto di me. “Non possiamo e non vogliamo vivere nello stesso modo in cui vivevamo cinque anni fa. Ormai tutti abbiamo delle difficoltà. Però esiste un altro modo di vivere. Ed è estremamente creativo”.

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Fonte: efsyn.gr

Tradotto da Atene Calling

 

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