Quattro considerazioni sulle elezioni greche

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Un vademecum per orientarsi: quattro domande e altrettante risposte, un tentativo di rispondere alle questioni sollevate dagli amici e compagni non-greci sul risultato delle elezioni 2015.

HERE THE ENGLISH VERSION

1 – Perché SYRIZA fa un’allenza con il partito populista di destra ANEL?

Non c’erano altre opzioni. O, per dirla meglio, le altre opzioni erano perfino peggiori. Siccome Tsipras aveva scartato una potenziale alleanza con i partiti precedentemente al governo (Nea Dimokratia e PASOK), e siccome il partito comunista KKE aveva escluso di offrire qualsiasi tipo di sostegno a un governo di sinistra, i due partiti rimasti tra cui scegliere erano: ANEL (Greci Indipendenti), un partito populista fieramente anti-troika ma completamente inaffidabile, oltre che veramente, fottutamente di destra nelle questioni sociali e politiche, e POTAMI (“il fiume”), uno pseudo-partito post-politico, neoliberale, finanziato dai grandi media, che è pro-troika. Nonostante i pericoli, la decisione più ragionevole era allearsi con ANEL, perché, almeno per quello che riguarda i negoziati con Bruxelles, per i creditori sarà difficile usare ANEL come un “fiancheggiatore pro-Troika”, che pugnala alle spalle il processo. Nonostante ciò, per quanto riguarda le proposte di legge sulle riforme politiche e sociali, che ANEL sicuramente non voterà, trovare un paio di parlamentari di altri partiti per fare passare i disegni di legge potrebbe essere relativamente facile. Relativamente. Com’è ovvio, i rischi implicati da questa sinistra alleanza sono tremendi.

2 – Perché SYRIZA non è andato a un secondo round elettorale, chiedendo la maggioranza parlamentare per superare l’impasse?

Questa sarebbe una mossa molto, molto rischiosa. C’è una grande possibilità che SYRIZA, più che guadagnare voti con una campagna elettorale basta sul “forte dilemma”, possa in realtà perderne con una mossa di questo tipo, per due motivi. Da un lato, il discorso “il Paese non può essere lasciato senza governo, a causa della sua situazione economica” è molto sentito nella grande maggioranza degli elettori. Secondo, a causa di disposizioni costituzionali, SYRIZA sarebbe ritenuto responsabile di lasciare al terzo partito, i neo-nazisti di Alba Dorata, il mandato di formare un governo. Questo farebbe aumentare drammaticamente la legittimazione dei neo-nazi. In più, considerate che la Grecia non ha una tradizione di governi di minoranza. In questo contesto politico estremamente polarizzato, un governo di minoranza non durerebbe più di un mese – e si ritornerebbe al punto iniziale, il governo di SYRIZA che ha sofferto una terribile sconfitta ai suoi primi passi.

3 – Perché i neo-nazi sono andati bene (6,2%), nonostante i loro leader siano in prigione?

Alba Dorata è stata invisibile durante la campagna elettorale. “Invisibile”, però, non significa inesistente. Hanno fatto una campagna elettorale a basso costo, di base, usando due elementi socio-politici che sono molto importanti per capire la loro ascesa e persistenza:

  1. La pessima perfomance del principale partito istituzionale di destra, ND. Nel periodo successivo al 1974, l’elettorato di estrema destra era ben “nascosto” tra gli elettori di ND. La dissoluzione dell’elettorato di ND durante gli anni della crisi ha “liberato” i fascisti. Questi si sono  raggruppati prima nel LAOS e poi, quando il LAOS è collassato a causa della sua partecipazione a un governo pro-Troika, in Alba Dorata.
  2. Recentemente, i partiti istituzionali greci (perfino i centristi del PASOK) hanno sistematicamente normalizzato elementi del discorso fascista, attraverso le loro tesi e le loro politiche anti-migranti, anti-degrado, contro la patogenesi sociale. Come è riconosciuto nelle Scienze Politiche, gli argomenti di estrema destra funzionano bene per i partiti istituzionali finché non emerge un “rappresentante originale” di questo tipo di discorso. Questo è il caso di Alba Dorata. Nea Dimokratia ha fatto la sua parte in queste specifiche elezioni, perché secondo la sua leadership l’unico modo per ricomporre i pezzi del frammentato elettorato della destra era spingere all’estremo le loro analisi e i loro argomenti, già particolarmente conservatori. Di certo, come ci si aspettava, ND ha subito una terribile sconfitta, mentre il “rappresentante originale” Alba Dorata ne ha approfittato. Alba Dorata è un partito ben consolidato, socialmente radicato nella polizia e nell’esercito, ma anche tra lavoratori impoveriti e piccolo-borghesi delle città e della provincia. Anche se è in atto una significativa riorganizzazione dello spettro politico dell’estrema destra, loro continuano ad essere presenti nella mappa politica, ma, se il processo contro i loro leader finisse bene (sono accusati di associazione per delinquere), questa potrebbe essere l’ultima apparizione alle elezioni con il logo e il nome di Alba Dorata.

4 – Perchè il KKE non ha appoggiato Syriza? Si tratta di una mossa suicida?

Per comprendere l’atteggiamento del partito comunista durante queste ultime elezioni bisogna guardare al recente passato del KKE, un partito stalinista, conservatore e nazionalista. Durante la crisi, hanno opposto una resistenza di basso profilo alla troika e ai governi del Memorandum, rifiutandosi di fatto di partecipare a lotte e mobilitazioni non organizzate esclusivamente da loro. Sono profondamente settari, e completamente contrari a considerare anche solo l’eventualità di rinnovare il loro repertorio di azioni, estetica, argomentazioni, la loro elite partitica. Hanno mantenuto le loro forze (anche guadagnando circa 60.000 voti rispetto al 2012) raccogliendo voti tra gli elettori di sinistra, delusi per l’apertura di SYRIZA al centro-sinistra. La promessa fatta a questi era che KKE diventerà l’unica opposizione parlamentare di sinistra al governo di Syriza. Pertanto, il loro non-supporto non costituisce una mossa suicida. Al contrario, è quasi una mossa obbligatoria, al fine di mantenere la loro esistenza nel medio termine. La strategia del vicolo cieco di questo partito diventerà però evidente se il nuovo governo riuscirà a essere efficace rispetto alle promesse fatte.

Tratto dal blog di Markos Vogiatzoglou

Traduzione di AteneCalling.org

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