Radicalizzazione. Il dovere di una società libera


I grandi iniziati dell’informazione serale popolare, utilizzando la quotidianità e i notiziari come “esempio”, provano – puntigliosamente – a convincerci che la società abbia commesso un’ “errore” nel rivolgersi verso SYRIZA  EKM (n.d.t. EKM sta per Fronte Sociale Unito) in un grosso tentativo di reagire alla dittatura del mostruoso tripartito e alle sue leggi terroristiche, imposte con il pugno di ferro. Attenzione, non è un’esagerazione la definizione “dittatura tripartitica” poiché tanto dittatorialmente il tripartitismo dell’estero costringe e violenta un popolo, quanto dittatorialmente verso gli indigenti si comporta il meschino e servile tripartito interno. Il secondo è ancora più ripugnante, viscido e orrendo perché rispetto a quello estero, che ha la forza per dettar legge, splende di luce riflessa e si comporta come il disumano capoccia di un ricco padrone degli Stati Uniti meridionali prima della guerra civile.
Dopo il primo attacco (Ghiorgos Andreas Papandréu) alle classi popolari, il processo di radicalizzazione del popolo è avvenuto relativamente in poco tempo. Un attacco a un popolo il cui fittizio benessere di sistematico consumatore di prodotti (dedito cioè al ricreativo shopping therapy, come dicono in televisione) aveva un destino migliore delle sue inquietudini politiche. Così nessuno poteva aspettarsi una reazione immediata agli attacchi alla sua personalità o alla sua dignità, ancora di meno quando vengono attaccate caratteristiche che derivano dalla qualità del cittadino, poiché queste sono indefinite, dunque per lui immateriali e inesistenti. Ma quando la prima dittatura tripartitica straniera e il governo nazionale socialista gli hanno toccato il portafoglio c’è stata una specie di risveglio. Improvvisamente persone che non avevano mai sviluppato una coscienza di classe hanno preso una coscienza in qualche modo di classe, basata sostanzialmente sul reddito (se così si può dire). Queste persone ritenevano di essere minacciate dall’annientamento sociale e biologico per la scomparsa dei loro mezzi di sostentamento. Perché è certo che con questa scomparsa il sistema che hanno adorato per anni li avrebbe trasformati, pur di continuare a riprodursi, in un coefficiente produttivo da quattro soldi.
Il lavoro ha perso il suo valore nel momento in cui i prodotti rincaravano, nel momento in cui i capitali ballavano sulle nuvole del cielo capitalista e scorrevano a velocità siderali continenti e nazioni. Il gioco a carico di questi aspiranti moderni proletari è diventato chiarissimo. Poiché è diminuito il valore della terra (della terra su cui investivano questi moderni proletari odierni), poiché hanno rubato loro il lavoro per obbligarli a svendere quel lavoro che avevano congelato in depositi, si sono trovati ad avere a disposizione per sopravvivere solo il loro lavoro. Sono stati proletarizzati senza accorgersene, e senza averlo capito ancor oggi.
Quando li hanno privati persino del lavoro per togliergli anche dell’ultima possibilità di reazione hanno iniziato a vivere nella miseria. Ma durante questo processo hanno fatto in tempo a radicalizzarsi in maniera sufficiente da portare, dopo tanti anni, un partito di Sinistra al posto dell’opposizione ufficiale.
Non analizziamo se il programma di SYRIZA EKM fosse veramente radicale, almeno nelle elezioni di Maggio e di Giugno 2012, anche se specialmente quello di Giugno era veramente un programma sia radicale che applicabile. Prendiamo in esame il fatto che, per formare una proposta politica radicale, bisogna che prima la esigano le circostanze e il popolo stesso.  Così, pretesa dallo stesso popolo tormentato, specialmente da quella parte che viveva il suo dramma nei grandi complessi urbani del paese, si è formata la proposta politica radicale della Sinistra. E il popolo, come corpo elettorale, ha mostrato che aveva realmente bisogno di questa radicalizzazione, alzando la percentuale di approvazione della Sinistra al 27% alle elezioni di Giugno.
Da allora sono passati quasi nove mesi. La dittatura tripartitica che è stata imposta ha iniziato a svelare il suo volto orribile, sia nel campo della repressione (ci siamo riempiti di picchiatori in divisa, perversi feticisti della forza bruta senza cervello) che in quello della propaganda, diventata sfrontata, brutale e volgare, con  al culmine il maldestro e ridicolo montaggio dello spassoso Kedikoglu, ma anche con l’esplosione di attacchi provocatori che hanno il solo obbiettivo di accusare come istigatori di questi fenomeni i sostenitori della Sinistra radicale. La dittatura non si vergogna di assicurare la protezione della legalità e il rispetto delle leggi nello stesso momento in cui la sua opera legislativa si basa su pratiche legislative ignobili e coercitive (n.d.t. tutto viene adottato ormai con decisioni ministeriali e decreti, anziché con leggi), sottoscritte anche dal “simbolo della repubblica”, il vecchio con lo sguardo inebetito  che obbedisce docile alla sua infermiera,al suo medico e al primo ministro che lo appoggia (n.d.t. si riferisce al Presidente della Repubblica che firma i decreti). È la legalità di un governo illegale o l’illegalità di una dittatura apparentemente legale.
Le circostanze sembravano adatte per la seconda fase di radicalizzazione del popolo con la formazione di un largo fronte popolare, di un ciclone popolare che avrebbe fatto piazza pulita dei malversatori.  Però, questo popolo radicalizzatosi nove mesi fa, anziché procedere oltre, improvvisamente è diventato conservatore. Ha avuto paura della forza che aveva. E gli indizi (poiché è insensato parlare di prove di questi tempi) erano l’ascesa delle due formazioni più antipopolari e disumane: la dopo-E.R.E. [Unione Nazionale Radicale, partito fondato e presediuto da Kostantinos Karamanlis, sciolto con l’apparizione della dittatura dei colonnelli. n.d.t.] (nota anche come Nea Demokratìa versione Samaràs) e la neonazista Alba Dorata.
SYRIZA EKM, come reazione automatica, dopo aver seguito in passato la diffusa richiesta popolare di proposte radicali, ora sembra seguire un percorso un po’ meno radicale. E questo perché SYRIZA  EKM è una formazione che esprime la società. Qui però, nel gioco degli equilibri, è necessario qualcosa di diverso dall’andare appresso alle tendenze sociali. C’è bisogno di lottare contro un para-stato che da anni condiziona nascite e cadute di governi, a seconda delle esigenze di pochi. E il parastato è esperto in questo gioco sporco. Anziché cedere alle pressioni di quel corpo elettorale composto da persone terrorizzate, materiale adatto a trainare il carro dei dittatori corrotti, Syriza dovrebbe procedere alla seconda fase di radicalizzazione con assemblee pubbliche aperte, con una continua educazione popolare per svelare il ributtante volto del para-stato. Il popolo deve vedere chiaramente il volto del mostro che tiene le redini della nazione. E come fa a vederlo quando si assecondano e si comprendono le sue paure? La paura non diventerà mai comprensibile, intelligibile, e il misero non deve mai essere definito Cittadino, nel significato aristotelico della definizione (n.d.t. cioè impegnato a partecipare )
Può darsi sicuramente che alcuni vedano la radicalizzazione come una rottura violenta con lo status quo  (scontri per le strade, incidenti, e cose simili). Chi crede a queste cose, nella Grecia del 2013, vede come sola conseguenza il governo della nuova Giunta. Non si tratta di radicalizzazione ma di guerra; una guerra totale, di annientamento, contro le violenze alla volontà e alla vita di un popolo, di una nazione. Non è così. Questo è quello che i servi che governano vogliono che la gente creda. E se potessero è così che farebbero andare le cose, perché così a loro fa comodo. Perché hanno imparato a comandare con la paura. E questo è stato dimostrato molte volte nel passato, remoto e recente.
No, non passerà il desiderio dei mostri. Basta che noi lo vogliamo, che consolidiamo il nostro risveglio politico e che riprendiamo la nostra radicalizzazione da dove l’abbiamo lasciata. Radicalizzazione per il popolo greco oggi è resistere dignitosamente e chiedere indietro la propria vita e tutto ciò che gli è stato rubato da capitalisti internazionali e da armatori che non pagano le tasse, banchieri e compagnia bella, attraverso le mani servili di Papandréu, Venizelos, Papadimos, Samaràs. E questo non c’entra con gli scontri di strada e la guerriglia urbana. Almeno non al punto in cui ci troviamo. Ma con le oscure pratiche della dittatura tripartitica nessuno può stare al sicuro, né essere certo di cosa nasconde il futuro. Con la disoccupazione sempre più in ascesa, la miseria che consuma il popolo, la sventura che attanaglia una nazione, tutte queste cose che si rispecchiano nei volti e nelle parole dei Samaràs (il signore “a quattro zampe” come ha detto N. Nikolòpulos), degli Sturnaras, dei Venizelos e dei Kuvelis nessuno può sentirsi bene in questo paese. Lo sanno e per questo comandano. Dominano noi miseri e deboli, incapaci di contestare il potere dato loro dalle forze protettrici (n.d.t.  la Troika) I cittadini greci – se fossero esistiti – li avrebbero già lasciati al passato.
P.S. Aggiungo l’epilogo di un eccezionale articolo di D. Christu, da Avghì della Domenica del 13 Gennaio 2013. Per le società che hanno paura di andare avanti è uno spunto per un utile parallelismo con la Grecia di oggi.
Le forme di violenza e l’ipocrisia degli scrocconi
Dimitris Christu, Avghì della Domenica, 13/1/2013.
LA GRECIA è stata trasformata in un protettorato perché diventi prossimamente il luogo di villeggiatura favorito dei conquistatori. Quelli che, pur vivendo qui, non sono ritenuti dai nuovi sovrani discendenti dei Greci sono molti, ma ai ricchi europei non servono tutti ai loro piedi. Gli scienziati, la ricerca e i servizi sociali sono inutili, perché i padroni hanno le risorse per comprare il meglio del meglio del loro settore privato. Quando nel 1992 è bruciata Los Angeles per la rivolta dei neri, non c’erano né SYRIZA, né provocatori, né niente. C’era solo la rabbia degli oppressi nei confronti dell’ingiustizia subita con l’assoluzione del poliziotto bianco assassino. Al diavolo, cosa non capite.. persone democratiche della sinistra?
Scritto dalla redazione di Junglereport
Originale in greco: junglereport
Tradotto da atenecalling.org

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