Regime e sistema democratico

E allora no!. Syriza EKM non fa bene il suo lavoro di opposizione parlamentare (n.d.t. E.K.M sta per Fronte Unitario Sociale). Un ruolo supremo e costituzionalmente riconosciuto di questa povera democrazia, nel nome della quale tantissimi giurano soltanto per poterla poi cannibalizzare più facilmente. E non fa bene il suo lavoro perché sopporta di essere offeso in modo sempre più brutale dai nemici della democrazia, creando così una confusione sui criteri e quindi un ostacolo – che è anche l’obiettivo oscuro del regime- sul buon giudizio. Non fa bene il proprio lavoro perché, nel momento in cui inizia a scusarsi, accetta il ruolo dell’imputato, arrivando perfino ad urlare, a tentare di togliersi di dosso le accuse che gli vengono attribuite in modo strumentale, ridicolo e del tutto consapevole, da soggetti capaci di ogni possibile attività paracostituzionale. E quando diciamo “paracostituzionale” non ci riferiamo solo a quella attuale, ovviamente.

Ho la sensazione che Syriza EKM sia caduto nella trappola della “sindrome di colpevolezza di fronte al potere”, tesa dall’attuale governo. Come quando, per esempio, il poliziotto ti chiede: “Cos’hai nello zaino?”. E mentre tu sai che nello zaino porti solo il minimo necessario alla tua quotidianità, ti senti in colpa. E provi sollievo quando dopo ogni controllo casuale della banda in divisa, il cui capo è Dendias, risulta che non sei un terrorista. Che tu lo sia veramente, poi, è relativo: se c’è un ordine affinché tu venga considerato sospetto, allora è finita. Lo sarai. E sarai portato in questura per ulteriori controlli, accompagnato dai gesti di questa oscura pantomima fascista che si chiama Polizia Greca. Di quell’esercito di occupazione cioè, che con le armi e le mazze in mano difende la colpevolezza del regime, invece di difendere il sistema democratico.

E allora sì! Syriza EKM non fa bene il suo lavoro, cosa che ha delle conseguenze inaspettate e tragiche per il paese e per il popolo, perché nella sua ottica politica non esiste quella sottile ma decisiva divisione tra regime e sistema democratico. E per questo si scusa di fronte al regime, credendo che in questo modo sta difendendo il sistema democratico. E quando diciamo regime, intendiamo ovviamente quel regime di potere complicato, multiforme, con mille tentacoli, che agisce in modo incontrollabile ed autonomo. Molto spesso in maniera completamente opposta al sistema democratico.

Syriza EKM risponde in modo ossessivo alle istituzioni di un normale sistema democratico, che in realtà non esiste più. E ancor di più – tragico errore politico! – risponde anziché chiedere. Così, però, si crea una realtà “naturale” che non è naturale per niente, dove “il fiume ha solo una riva” (n.d.t. cioè dove non esiste una strada alternativa a quella imposta dal governo). E quindi non serve attraversarlo, visto che l'”altra” parte non esiste. E tutto diventa un brodo. La violenza, la legalità, la gerarchia, l’alternativa, la qualità, in fine la democrazia stessa diventano un unico, lurido brodo. E dentro questa puzza e questo fetore veleggia tranquillamente il regime, perché questo è il suo ambiente naturale. E Syriza EKM si mette a scusarsi. Con chi? Con Antonis Samaras che dentro il Parlamento (dove tra l’altro non mette mai piede) ha violato insieme a quelli di Pasok e di Nea Dimokratia il principio stesso della segretezza del voto! Reato che avrebbe portato in carcere anche l’ultimo cittadino dell’ultimo seggio elettorale di questo paese. Reato che è stato commesso tranquillamente dallo stesso primo ministro. Come se niente fosse! Perché Syriza EKM era in viaggio per motivi di lavoro. Un lavoro del cazzo, uno spreco di energia per rispondere a Vaggelis Venizelos. A chi? A quel soggetto che durante tutta la sua vita politica si è mosso destituendo i limiti – in base alla sua volontà- tra la politica e l’illegalità penale. In questa persona estremamente snobbista, si nasconde un ego mussolinico. Stiamo parlando di un personaggio che puzza da lontano, che non ha mai approvato una legge a favore al popolo. Che non ha neanche mai espresso soltanto un parere favorevole a una legge a favore del popolo. Che ha commesso veri e propri “crimini legislativi” in diverse occasioni, come ad esempio per la legge sulla responsabilità dei ministri. E Syriza EKM sviluppa delle argomentazioni per rispondere a questo nessuno del regime, invece di sviluppare delle argomentazioni a favore del sistema democratico!

Per non parlare dello stupido Kedikoglou (portavoce del governo) che risulta la migliore scelta possibile per il regime al fine di trascinare l’avversario in questo gioco di colpevolezza. Quando Syriza EKM si mette a discutere con Kedikoglou, sembra di guardare due signore che litigano per chi può stendere il bucato sul tetto, mentre l’appaltatore ha già ottenuto il permesso di abbattere la casa e ti accusa anche di ostacolarne l’abbattimento! Sia l’appaltatore, che Kedikoglou. E allora così non va! Quando la sede stessa di Nea Dimokratia risulta essere la fonte della deviazione dello stesso sistema democratico, il luogo in cui si costruiscono accuse false contro l’opposizione parlamentare, tu non puoi star lì a denunciarli. Tu devi lottare per la democrazia: per il sistema democratico contro il regime.

di K. Kanavouris


Versione originale in greco: avgi
Tradotto da atenecalling

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