Rifiutare il ricatto di UE, BCE e FMI / No to black mailing of EU, ECB and IMF

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Il 62% del popolo greco ha votato “no” al referendum del 5 luglio, affermando un chiaro “no” al terrorismo dell’UE e del FMI, un deciso “no” al fronte nero dei partiti nazionali del regime e ai mass media, e un “no” di classe alla dittatura dei ricchi e ai suoi nuovi memorandum.

Questo “no” costituisce un grande patrimonio per la lotta, un patrimonio che nessuno dovrebbe sprecare in queste trattative inutili, né cercare di trasformarlo in un “sì”. La destra, con la sfacciataggine di mille scimmie, schiaffeggiata e isolata, sta cercando, mano nella mano con le forze più arroganti dell’UE e con i loro portavoce, sia di indurre il governo greco ad un accordo oneroso, sia di schiacciarlo.

Niente è facile per noi, così come per loro. La liquidità limitata soffoca la parte greca, ma al tempo stesso il “no” intensifica le tendenze centrifughe che già esistono nell’UE e sta destabilizzando la zona euro. Ovviamente, non tutti gli elettori del “no” hanno scelto di uscire dall’euro, ma allo stesso tempo non vi è alcun dubbio che la maggioranza contesta l’idea che “l’euro è l’unica opzione”, si rende conto che l’euro viene insieme ai memorandum e spinge il governo a mantenere il suo atteggiamento combattivo.

Siamo al limite. SYRIZA non deve accettare un nuovo accordo di austerità, ma invece deve procedere immediatamente al controllo dei capitali, delle banche e dei mezzi di informazione di massa, durante la preparazione della transizione alla moneta nazionale, finché ciò sia necessario alla sopravvivenza del nostro popolo.

“La guerra è una brutta cosa e dobbiamo fare di tutto per evitarla, ma quando è inevitabile dobbiamo fare qualunque cosa per vincerla”.

Sun Tzu “L’arte della guerra”.

Diktyo – Network for Social and Political Rights

(Δίκτυο για τα Πολιτικά και Κοινωνικά Δικαιώματα)

Traduzione di AteneCalling.org

No to black mailing of EU, ECB and IMF

The 62% of the greek people that voted for “no” in the referendum of July 5th just said a definite “no” to the EU and IMF terrorism, a decisive “no” to the black front of the regime’s domestic parties and the mass media and a class-oriented “no” to the dictatorship of the rich and its new memoranda.

This “no” consists a great heritage for struggle that no one should waste in these pointless negotiations, neither try to turn it into a “yes.” The Right-wing and its offshoots, with an audacity of a thousand monkeys, slammed and isolated, are trying, hand in hand with the most arrogant forces of the EU and their mouthpieces, either to lead the Greek government to an onerous agreement or to crush it.

Nothing is easy for us, as well as for them. The limited illiquidity is suffocating the Greek side, but at the same time “no” intensifies the centrifugal tendencies that already exist in the EU and is destabilizing the eurozone. Obviously, all the voters of “no” did not choose to exit the eurozone, but at the same time there is no doubt that its majority disputes the notion that “euro is the only option”, realises that euro comes along with memoranda and pushes the Government to keep its combative attitude.

We’re at the limits. SYRIZA should not accept a new austerity agreement, yet instead should immediately proceed to the control of the capital, the banks and the Mass Media, while preparing the transition to the national currency, as long as this is necessary for the survival of our people.

“War is a bad thing and we should do everything to avoid it, but when it’s inevitable we should do everything to win it.” Sun Tzu “The Art of War”.

Network for Social and Political Rights (Δίκτυο για τα Πολιτικά και Κοινωνικά Δικαιώματα)

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