Sabotate oltre 500 obliteratrici: trasporto libero per tutt*

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La ristrutturazione dei trasporti pubblici fa parte di una più generale pianificazione economica e politica, con gli accordi sul memorandum e le misure di governative, che il potere egemone presenta come prerequisito necessario per lo “sviluppo economico” in “benessere nazionale”. In realtà, la gestione della crisi sistemica che attraversiamo ha come scopo il salvataggio dell’economia di libero mercato, delle banche e di tutti i padroni; la continuazione della riproduzione del sistema capitalista e di quel potere che, per potersi mantenere di nuovo saldo, necessita del violento impoverimento di parte della popolazione, così come del totale annichilimento degli strati marginali (poveri, disoccupati, migranti). Inoltre, mira a fare piazza pulita di tutti coloro si oppongono alla devastazione delle nostre vite.

Il recente aumento dei biglietti per i trasporti metropolitani è conseguente al precedente aumento dell’iva dal 13% al 23% e pesa sulle spalle di praticamente tutti noi fruitori. Oltre all’aumento dei costi (dato un nuovo aumento dell’iva al 24%), il piano di ristrutturazione dei trasporti pubblici (OASA) che è stato approvato l’autunno scorso prevede anche una miriade di aggiustamenti e “innovazioni” tra le quali si distinguono la tolleranza zero contro i viaggi senza biglietto e il controllo dei passeggeri: barre girevoli ed ingresso unicamente dalla porta anteriore degli autobus, una squadra qualificata di controllori di titoli di viaggio in collaborazione con la polizia, ma anche la moltiplicazione delle telecamere di sorveglianza dentro e fuori dai vagoni della metro e dentro gli autobus, oltre alle nuove norme dell’autorità preposta al trattamento dei dati personali, che hanno dato il permesso di usare le videoregistrazioni.

Insieme a tutte le altre riforme sulla tassazione (iva, tassazione sulle proprietà, diminuzione del limite di reddito non tassabile), i rincari sui beni di prima necessità e sulle fatturazione del settore pubblico, l’aumento dei biglietti per il trasporto pubblico comporta un altro forte colpo d’attacco del governo e dei padroni contro gli sfruttati. L’abbonamento annuale costa 360€, mentre la carta per il trasporto pubblico gratuito a beneficio dei residenti disoccupati non è contemplata per le migliaia di disoccupati non iscritti alle liste di disoccupazione e per i lavoratori sotto-impiegati. Tutto questo rende il trasporto pubblico cittadino decisamente costoso nel suo insieme.

Per finire, l’inclusione del settore trasporti nel super fondo “valutazione del patrimonio pubblico e delle privatizzazioni” porterà a sviluppi ancora più spiacevoli.

D’altra parte, la compagnia dei trasporti e il governo che chiedono a tutti di pagare il biglietto aumentato sostengono quella “qualificazione operativa” dei trasporti pubblici per quanto riguarda l’intensificazione del lavoro, la diminuzione dei mezzi, del personale e dei salari dei lavoratori a tempo indeterminato. Appaltano servizi ad aziende che infrangono i diritti dei lavoratori e che avanzano stipendi, straordinari e tredicesime ai loro dipendenti per mesi e mesi. Ne è recente esempio la lotta delle lavoratrici della ditta di pulizie “Link up”, che, nonostante le loro più disparate origini geografiche, si sono unite e hanno portato avanti due durissime lotte da febbraio ad ora, con l’apice nel loro ultimo sciopero di 15 giorni. Le lavoratrici sono riuscite a imporre e a far impegnare per iscritto datore di lavoro e azienda degli autobus (OSY) che verrà pagato tutto ciò che spetta loro e che d’ora in avanti sarà versato precisamente quanto dovuto in base alle ore di lavoro svolte e alle condizioni lavorative (straordinari e malattie).

Inoltre, tanto più la crisi e la ristrutturazione del capitalismo incidono profondamente e sempre più sulla povertà, quanto d’altra parte si intensifica la necessità dell’aumento di controllo e repressione nella sfera pubblica e privata. Perché il disciplinamento di tutti gli aspetti dell’attività umana e la pena esemplare (mortale, a volte) contro la resistenza è, in fondo, un prerequisito per la gestione e la riproduzione dello stato d’eccezione contemporaneo. Con l’installazione di innumerevoli telecamere nelle stazioni, vagoni e autobus viene data ai passeggeri la sensazione di essere continuamente sorvegliati. Oltre, quindi, a scoraggiare chi osa o sceglie di non fare il biglietto, impedendo nei fatti la libera circolazione, il controllo continuo durante tutto il corso del viaggio mira alla repressione di qualunque comportamento che non sia il trasferimento passivo da un posto all’altro, rendendo i mezzi di trasporto un luogo asettico col quale, a testa bassa e in solitudine, giungiamo alla nostra destinazione. Nella direzione del controllo totale, anche le stazioni di polizia hanno insediato succursali presso le stazioni della metro più centrali della città. L’omicidio del 19enne Thanasis Kanaoutis da parte di un controllore il 13/08/13 ha indicato, nel modo più macabro possibile, quale sarà il futuro dei trasporti che ci si riserva.

Per tutte e tutti noi, lavoratori e lavoratrici, le disoccupate e i disoccupati, i e le migranti, studenti e studentesse, le e i pensionati, i mezzi di trasporto di mazza sono nient’altro che la scelta obbligata per muoversi nella metropoli. Di fronte a questo squallido futuro e come parte della lotta generale che portiamo avanti, ci opponiamo, e restiamo solidali contro i controllori, insieme a coloro che non possono o che non vogliono pagare il biglietto, rifiutiamo nella pratica e collettivamente la sorveglianza, le pene e la sterilizzazione dello spazio pubblico.

Sabato 18 luglio abbiamo sabotato più di 500 (per la precisione 514) obliteratrici nelle seguenti linee dell’autobus e del filobus in tutta la regione dell’Attica.

[1, 2, 3, 4, 5, 6, 10, 11, 14, 15, 17, 18, 19, Α3, Α5, Α7, Α8, Α10, Α11, Α16, Β5, Β9, Β10, Β12,Β18, Γ9, 021, 022, 025, 026, 035, 054, 100, 109, 122, 140, 141, 171, 201, 203, 204, 206, 209,212, 218, 220, 221, 224, 229, 230, 235, 237, 305, 416, 418, 420, 446, 550, 608, 619, 622,704, 711, 714, 732, 739, 803, 813, 816, 824, 825, 826, 831, 843]

Queste azioni sono parte di una serie di resistenze multiformi che sono avvenute ad Atene negli ultimi mesi. Azioni che ci aspettiamo verranno sostenute da ancora più persone e che continueranno in futuro.

TRASPORTI LIBERI PER TUTTI

SABOTARE LO STATO DEL CONTROLLO

GUERRA ALLA GUERRA DEI PADRONI

Anarchici e anarchiche, antiautoritari e antiautoritarie, compagni e compagne

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