Sanità: la crisi non conosce ripresa

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Un quarto dei bambini non viene più vaccinato

Il collasso della sanità pubblica sta lasciando tutti i bambini più poveri senza vaccini e richiami. Il rischio è il ritorno di malattie di massa scomparse come la poliomielite

In un Paese dove la vaccinazione è obbligatoria, il numero di bambini che non vengono vaccinati o che saltano l’appuntamento periodico con i richiami sta aumentando; questa è l’unica cosa certa perché, peraltro, né il ministero della sanità né il Centro di controllo e prevenzione malattie Keelpno sono in grado di fornire un quadro preciso e aggiornato di cosa stia realmente accadendo. Ogni censimento nazionale si ferma, infatti, a dati del 2010, quando i minori fino a sei anni che abitavano in Grecia (comprese popolazioni nomadi e migranti) erano coperti in modo soddisfacente, almeno relativamente ai vaccini essenziali indicati nel protocollo nazionale. Tuttavia, dal 2010 a oggi, la Grecia è cambiata: la stragrande maggioranza di genitori prima della crisi si affidavano al pediatra di fiducia, un privato che, al costo di una visita (tra i 50 e i 70 euro), somministrava i vaccini prescritti ottenuti, a costo zero per gli assicurati, dalla sanità pubblica. Senonché, qui si scriveva che in Grecia il numero di coloro che non si possono più permettere di pagare i contributi e, dunque, rimangono esclusi dal servizio sanitario pubblico, è di circa tre milioni. È allora ragionevole pensare che i figli a carico di questi ultimi stiano correndo il rischio di rimanere indietro rispetto a vaccini il cui costo può arrivare fino a 180 euro.

Ne è convinto il segretario generale dei “Medici del mondo” Nikitas Kanakis, che a Pagina99 racconta come la Ong abbia vaccinato 6.580 dei 10.633 bimbi visitati dall’organizzazione nell’ultimo anno. Nel 2011 la Unicef stimava che i bambini poveri in Grecia fossero 600 mila e l’Istituto ellenico di statistica Elstat ha calcolato che i minori che, nel 2012, vivevano sulla soglia della povertà fossero il 26,9 per cento. Per Nikitas Kanakis il problema, infatti, è doppio: da un lato, non è semplice ottenere il libretto di salute per indigenti, perché l’interessato non deve avere alcun debito nei confronti del fisco o delle casse di previdenza e pensione, cosa difficile mentre la crisi morde, né a suo nome deve risultare qualche proprietà, “neanche il piccolo terreno incolto, lontano chilometri ed ereditato dalla nonna”, situazione tanto comune in Grecia; d’altra parte, moltissimi piccoli imprenditori, soprattutto negozianti, e lavoratori autonomi non possono più versare i contributi, ma nemmeno iscriversi al registro dei disoccupati che darebbe diritto al rinnovo del libretto sanitario per dodici mesi.

I Medici del mondo suonano il campanello d’allarme: i rischi per la salute pubblica sono grandi, anche se difficilmente quantificabili, perché nei prossimi dieci-quindici anni, il pericolo è che ricompaiano malattie lungamente dimenticate come poliomielite, difterite o vaiolo. Tanto più che da oggi, con la votazione in parlamento del disegno legge relativo, i medici del servizio sanitario primario avranno diritto ad un numero di prescrizioni limitato. Fatto che contribuisce a temere che il numero di bimbi esclusi dalla vaccinazione sia destinato a crescere.

La professoressa Fotini Skopouli è stata viceministro della sanità per un anno, fino al giugno del 2013 quando si è dimessa. A Pagina99 descrive gli sforzi fatti perché si creasse un registro nazionale delle vaccinazioni, che si basasse sulle informazioni fornite dalle regioni. Ebbene, molte di queste non hanno neanche risposto, mentre il Consiglio dei ministri ha preferito finanziare, attraverso i Fondi strutturali, uno studio sulla sordità, invece che sull’impatto della mancata vaccinazione sulla salute pubblica e sui metodi e costi per garantirla. Fotini Skopouli era anche riuscita a stanziare 10 milioni per comperare vaccini: non sa che fine abbiano fatto. “In qualche magazzino del Centro di controllo e prevenzione malattie” ipotizza, senza nascondere troppo la sua ironia.

Diversi i toni della presidente del Centro Keelpno, Jenny Kremastinou, la quale vuole essere rassicurante: a Pagina99 dichiara che il Centro, competente del monitoraggio sulle malattie infettive, è a conoscenza del problema ma non ha registrato – fino ad oggi – un aumento di malattie che possono essere prevenute attraverso la vaccinazione. Già, prevenire. Ma come non si sa, visto che Jenny Kremastinou stessa conferma come non esista un database nazionale della popolazione non vaccinata, nonostante teoricamente questo sia già possibile attraverso il sistema Idika (e-governance dell’assicurazione sociale http://www.idika.gr).

Però c’è di più. L’Unione europea e, in particolare, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc non ricevono informazioni da Atene sulla realtà delle mancate vaccinazioni. “Quando ci siamo rivolti a loro, sono caduti dalle nuvole”, sostiene Nikitas Kanakis, ma la viceministro competente, Zoi Makri, non fornisce risposte in merito alla denuncia fatta, attraverso Pagina99, anche dalla sua predecessore Skopouli, avallando di fatto il sospetto che il governo voglia minimizzare e nascondere il fatto che in Grecia non vengono più vaccinati i bambini poveri.

di Margherita Dean

Tratto da pagina99

 

Mens sana in corpore sano. L’Europa meridionale e la fine della sanità pubblica.

I sistemi di assistenza sanitaria universale che hanno caratterizzato l’Europa a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, si vanno sempre più contraendo, con effetti molto evidenti nei paesi meridionali dell’Unione. Se la Spagna soffre l’accelerazione dei processi di privatizzazione e smantellamento del sistema di assistenza pubblica, in Grecia una percentuale – alta ma non precisata – di bambini, non accede più alle vaccinazioni.

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La notizia che le mobilitazioni della Marea Blanca siano riuscite a fermare la privatizzazione di ben 6 ospedali nella regione di Madrid, ha avuto discreta risonanza sui media internazionali. Tuttavia le cose sono un po’ più complesse, come racconta Antonio Lievana, della Coordinadora Anti-privatización de la Sanidad Pública de Madrid : “Il tribunale ha fermato il passaggio a gestione privata del personale medico e infermieristico (gli ospedali sono già privati), ma per ragioni amministrative, la privatizzazione nel paese va avanti ininterrottamente, almeno dal 1997″. Il tribunale di Madrid arresta il piano di ulteriore privatizzazione promosso dal governo locale, contestando la violazione del principio di libera concorrenza. Nel frattempo  sullo stesso modello vengono costruite strutture sanitarie private in tutto il paese, in sostituzione del sistema pubblico in vigore dal 1986.

Parallelamente in Grecia Medici del Mondo denuncia la mancata somministrazione delle vaccinazioni a percentuali altissime dei bambini visitati dal l’associazione. “Il rischio concreto è di vedere riapparire nell’arco di qualche anno malattie debellate da tempo, come il vaiolo o la poliomelite” – commenta Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare, che sull’argomento ha redatto un’approfondita inchiesta, apparsa sul sito di Pagina99.
Il problema sta nell’accesso alle cure mediche, regolato in Grecia in base ai contributi versati in ambito lavorativo. In un paese con il 27% di disoccupazione (i disoccupati hanno diritto a 12 mesi di assistenza, ma molte persone sono in cerca di occupazione da molto più tempo) e con 3 milioni di lavoratori autonomi e piccoli imprenditori che non riescono a pagare i contributi sanitari, sono sempre di più i cittadini che non hanno accesso a cure sanitarie.

I volontari della Clinica autogestita Elleniko, ad Atene, forniscono assistenza di base e farmaci ai pazienti non coperti da assicurazione sanitaria. “Non esistono studi sugli effetti della mancata assistenza sulla salute pubblica – racconta il dottor Giorgio Vichas, cardiologo  presso la struttura – sulle malattie croniche e sulla salute dei bambini”. In un recente incontro con il Ministro della Sanità, i volontari hanno respinto la proposta di incaricarsi di portare a termine questi studi a partire dalla propria esperienza.

“Le autorità europee non sono al corrente della situazione, almeno non in maniera approfondita – racconta ancora Margherita Dean  – la cosa è preoccupante se si pensa ai rischi sanitari per l’intero continente”.

L’Alchimista
Un programma a cura di Ciro Colonna. In redazione Ciro Colonna e Andrea Cocco

Ospiti della trasmissione:

-Margherita Dean, corrispondente da Atene per Radio Popolare
-Dottor, Giorgio Vichas, cardiologo presso la Clinica Autogestita Elleniko – Atene
-Antonio Lievana,  Coordinadora Anti-privatización de la Sanidad Pública de Madrid 

L’Alchimista viene trasmesso da:
Radio Citta Fujiko,  la domenica alle ore 08.00
Radio Beckwith, il lunedì alle ore 14.30 e in replica il venerdì alle ore 10,00
Radio Flash, il martedì alle ore 15.00 e in replica il martedi alle ore 20.00
Radio Kairos, il mercoledì alle ore 14,30 e in replica il sabato alle ore 19.30
Radio Onde Furlane, il sabato alle ore 14.00
Radio Asterisco, il martedi alle ore 11.00 e alle ore 21.00 e il giovedì alle ore 10.00 e alle ore 16.00
Radio Ciroma, il martedì alle ore 17.00
Radio Gold  (Alessandria, 88.8)
-Radio Sonar (web)
-Radio Popolare Salento

Tratto da amisnet

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