"Solidarietà per tutti" – campagna internazionale di solidarietà promossa da Syriza


Compagne e compagni,
crediamo che da numerose pubblicazioni ma anche tramite contatti personali abbiate una conoscenza circostanziata della crisi finanziaria in Grecia. In tutta probabilità pero, non siete ugualmente al corrente della portata della crisi umanitaria provocata nel nostro paese dalla politica disastrosa dei nostri governi. Persino per noi greci è difficile in questo momento azzardare una stima aritmetica della sua vera portata. Non solo perché i dati reali vengono manomessi o occultati, ma anche perché la realtà intorno a noi peggiora di giorno in giorno. Secondo il dato ufficiale la disoccupazione ammonta al 25%, mentre tra i giovani la percentuale si attesta al 50%. Vi sono, però aree del nostro paese in cui la deindustrializzazione totale e la disintegrazione completa di intere attività economiche potrebbero aver portato il tasso di disoccupazione all’80%! Gli stipendi hanno subito un taglio del 40%-50% mentre, a causa del carovita, dell’aumento vertiginoso della tassazione, dell’imposizione di imposte e contributi straordinari, il reddito reale si è ulteriormente ridotto.
Il welfare, ed in particolare il Sistema Sanitario Nazionale, è stato smantellato con cura, col risultato di riscontrare carenze negli ospedali pubblici perfino tra i medicinali di prima necessità, mentre, a causa della disoccupazione elevata, sono migliaia i cittadini che non possono più avere accesso all’assistenza sanitaria e non sono in grado di trovare i contributi necessari. Come potete immaginare le cliniche psichiatriche, le strutture di recupero dei tossicodipendenti, i ricoveri per le donne maltrattate etc., sono stati sostanzialmente i primi ad essere smantellati. D’altra parte, gruppi di cittadini più deboli, come i malati cronici, sono stati abbandonati al proprio destino, all’assistenza del proprio ambiente familiare o alle cure degli amici.
Soprattutto nei centri metropolitani del paese, come Atene e Salonicco, si presenta ormai in maniera intensa perfino il problema della fame. Strutture locali di solidarietà, sostenute dagli esigui mezzi dei propri militanti, offrono, collaborando con negozi locali e ristoranti, pacchi di alimentari alle famiglie o cucinano collettivamente in luoghi pubblici, dando la possibilità a tantissimi nostri concittadini di avere almeno un piatto di cibo, senza comunque poter sostenere questa attività su base giornaliera o almeno regolare. Intere pagine si potrebbero scrivere sui problemi provocati al nostro paese, ma non è questo il momento. Vogliamo comunque soffermarci su di una questione di almeno eguale entità: l’incremento del partito fascista e l’intensificarsi degli attacchi squadristi. E’ risaputo che la povertà non e un fattore che abbia come diretta conseguenza una svolta a sinistra dei ceti popolari. Anzi, costituisce un terreno fertile per quei gruppi capaci di fornire in primo luogo un senso surrogato di potenza, in particolare a chi si sente più debole di tutti. Ciò non può essere affrontato che convincendo l’opinione pubblica, col solo ausilio delle nostre azioni, che l’unica via d’uscita e altrove, agli antipodi delle pratiche fasciste.
La situazione nel nostro paese è esplosiva ed è per questo che l’iniziativa “solidarietà per tutti”, di cui SYRIZA è promotore, tenta di intervenire facilitando la creazione e organizzando, nel modo più efficace, reti di solidarietà in ogni quartiere, mettendo a disposizione un grande numero di
volontari, proveniente dalle file, in costante aumento dopo il recente successo elettorale, degli attivisti e simpatizzanti del partito e il 20% delle indennità parlamentari dei deputati SYRIZA.
Nella Grecia della crisi e della miseria si sta creando a ritmi serrati un’altra Grecia che si auto-organizza per sopravvivere, ma anche per resistere. La nostra esperienza dalle strutture multiformi di solidarietà dimostra come tali strutture abbiano un ruolo decisivo nel rafforzamento dell’autostima dei nostri concittadini, aiutandoli nel contempo ad evitare la depressione e il tracollo psicologico. Allo stesso momento arricchiscono le proprie conoscenze e competenze, allo scopo di emanciparsi e di prendere in mano il controllo della propria vita. L’inventiva e le soluzioni radicalmente innovative che i volontari applicano quotidianamente sono una piacevole sorpresa, che ci lascia spesso senza parole.
Citiamo tre solamente tra le decine di iniziative assunte in tutta la Grecia.
A Κavala, città portuale nel settentrione del paese, è stata istituita la “tavola partecipativa”, il cui nome già denota il rifiuto di impiegare il termine più diffuso di “cucina collettiva”. Questo perché la partecipazione non si limita al semplice rifornimento del cibo: ciascuno porta con sé il proprio piatto o bicchiere (da notare come di proposito non vengano usati piatti di plastica, ma le stoviglie già in possesso ad ognuno dei partecipanti dalla propria cucina), una tovaglia, un fiore o qualsiasi altra cosa si voglia portare da casa… Capite bene, tutti voi, che in questo modo semplicissimo si elimina la distanza tra chi ha ancora qualcosa e chi non ha più nulla e per questo é stato  marginato.
A Νeo Psichiko, nella periferia nord di Atene, tre persone attuano un concorso di fotografia avente come oggetto il mercato sottovalutato della loro zona. Hanno parlato con i rappresentati sindacali dei venditori e la “promozione pubblicitaria” del mercato attuata mediante la mostra fotografica (usando come spazi espositivi i negozi della zona chiusi da mesi), coinciderà con la distribuzione ai più bisognosi di sacchetti di verdura e altri alimentari da parte dei venditori del mercato.
In un nostro incontro recente a Perama, nella zona navalmeccanica smantellata di Atene, il segretario del SYRIZA locale ci ha proposto una straordinaria idea. Essendo i prossimi due mesi quelli della raccolta delle olive, chiediamo ai produttori di olio di lasciare nei frantoi una bottiglia ciascuno per la solidarietà e che l’olio raccolto sia mandato in varie case nei centri urbani. Abbiamo adottato questa idea e abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione.
Le parole sono sicuramente troppo povere per trasmettere la lotta delle persone nel Sud dell’Europa, ma siccome ne siamo tutte e tutti molto orgogliose/i abbiamo voluto farvene partecipi anche se in maniera frammentaria.
Perché ci rivolgiamo ai nostri compagni e alle nostre compagne in Europa?
Perché molto semplicemente chiediamo il vostro aiuto. Oltre alla crisi umanitaria e alle necessità urgenti che siamo chiamati a lenire, inizia gradualmente a delinearsi che qualcosa di nuovo si sta formando nel nostro paese. Noi stessi abbiamo difficoltà nello stabilire di cosa si tratti esattamente. Siamo una parte integrante di ciò che piano-piano viene costruito e chiediamo di costruirlo anche insieme a voi. Non chiediamo astrattamente e genericamente un aiuto finanziario, anche se ne abbiamo un grande bisogno. Vi chiediamo di “adottare” delle collettività, dei tentativi, degli impegni di persone semplici, persone della porta accanto. Vi chiediamo di conoscerli, di visitarli e perfino, perche no, di agire insieme a loro, accanto a loro. A questo punto vorremmo sottolineare un’altra cosa. Sappiamo che molti di voi provenite da paesi del sud o dell’oriente dell’Europa e state affrontando problemi analoghi. Affrontiamoli tutti/tutte insieme e costruiamo il nostro futuro su rapporti di solidarietà e contributo comune. “Solidarietà per tutti” ha a propria disposizione i fondi offerti dal SYRIZA EKM. Siccome le necessità che emergono sono enormi, siamo giunti alla conclusione che non possiamo seguire una politica economica di sussidi (per esempio affitti di punti di ritrovo), la quale presto esaurirà i fondi disponibili, ma che dobbiamo incanalarli in infrastrutture e attrezzature. Proponiamo ai nostri militanti di trovare delle ingegnose soluzioni di finanziamento dei bisogni fissi delle proprie strutture (come, a dire il vero, in linea di massima già accade). A questo punto, però, dobbiamo notare che l’autofinanziamento (con contributi, concerti, cessione di ambienti da parte dell’amministrazione locale, etc.) presto esaurirà i propri limiti. Ci permettiamo, allora, di proporvi l’“adozione” di strutture specifiche, che noi possiamo indicarvi, coprendo i loro bisogni finanziari fissi per un certo periodo di tempo.
Una cosa simile potrebbe alleviare notevolmente l’ansia della ricerca mensile di fondi e incanalare la voglia di lottare delle persone verso attività più produttive. Un altro settore critico e quello dei medicinali. Αbbiamo riferito in precedenza che sono state notate gravi carenze e che molti nostri concittadini non sono in grado di avere accesso ai medicinali, perché non hanno neanche i pochissimi contributi necessari. Già parecchie strutture di solidarietà sociale hanno provveduto per assicurare le vaccinazioni ai bambini, le cui famiglie non possono più accedere al Sistema Sanitario Nazionale e dunque non li vaccinano. Siamo in contatto con gli ambulatori sociali e le farmacie sociali del paese per formare un catalogo di medicinali e vaccini di prima necessita, il cui acquisto, bisogna notare, sarà sicuramente più economico nei vostri paesi. Molto presto saremo in grado di annunciare la lista e le modalità di invio al nostro paese. Le reti di solidarietà sociale in Grecia operano in molti settori, dal cibo, la sanità, l’istruzione, l’economia solidale, alla cultura e all’aiuto legale dei nostri concittadini (sovra-tassazione, famiglie sovra-indebitate, sfratti). Le iniziative prese sono talmente multiformi che sicuramente esisteranno anche altri settori e modi perché i popoli europei possano essere solidali tra di loro.
Vogliamo, sopra ogni cosa, mantenere la nostra dignità. Vi invitiamo, con questa lettera, a sperimentare tutti e tutte insieme una strada che forse ci porterà un po’ più lontano dal buio in cui stiamo vivendo, un po’ più vicino a mete più luminose.
Comunicazione
74, Akadimias str., Athens
tel. ++ 210-3801.925, ++ 210-3801.921

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