Stanno preparando un colpo di stato finanziario?

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Si moltiplicano in Grecia le informazioni giornalistiche su movimenti sospetti di investitori e istituti bancari, finalizzati a provocare una crisi finanziaria o la corsa agli sportelli.

Sul giornale Ethnos, l’analista Giorgos Delastik parla di una <<opposizione premeditata delle banche nei confronti del governo di Alexis Tsipras>>.

Tra le altre cose scrive:

<<I banchieri hanno preso in prestito dallo stato somme colossali (che lo stato a sua volta ha preso in prestito) e continuano ad amministrare le loro banche come se niente fosse. Ovviamente tutti i banchieri più importanti sono amici politici di Antonis Samaràs. Il governo di Tsipras vuole ovviamente cambiare l’amministrazione delle banche degli amici di Samaras, essendo assolutamente consapevole del fatto che, se non colloca uomini di fiducia nelle amministrazioni delle quattro banche sistemiche, avrà le mani legate per quanto riguarda la politica economica, che sarà minata dall’interno dagli amici politici di Samaràs. I banchieri sanno quindi che i loro giorni sono contati. Stanno combattendo la loro ultima battaglia>>. 

Parlando a Radio 98.4 Creta, Giorgos Delastik ha dichiarato: <<sapevamo da lunedì che ci sarebbe stato un intervento contro il governo nel sistema bancario>>.

Da parte sua, Koutipandoras.gr sostiene che l’ex analista finanziario di Alpha Bank abbia tentato di causare la corsa agli sportelli.

Nel servizio viene riportato che:

<<Un ruolo di primo piano in questo processo sembra essere stato svolto da un ex analista finanziario di Alpha Bank che, alcune ore prima che la Borsa di Atene iniziasse a scendere, si era incontrato con alcuni analisti finanziari ed economici stranieri.

L’ex socio della banca M.M. ha trasmesso agli stranieri l’informazione che le banche greche non sono sicure e che non possono garantire i depositi o rappresentare un investimento sicuro per un investitore straniero.

Le stesse informazioni sono state trasmesse per telefono anche ad alcuni grandi depositanti come informazioni confidenziali dall’interno della banca. Tra coloro che hanno ricevuto queste informazioni controllate c’erano anche i soci della Citi Bank ad Atene, che hanno trasmesso le informazioni “confidenziali” all’estero. Alcune ore dopo, i funds hanno cominciato a ritirare soldi dalle banche greche e la Borsa ha iniziato a perdere.

Questa operazione sembra essere stata interrotta dalla dichiarazione del vice-presidente del governo Giannis Dragasakis, che ha promesso che non saranno lesi gli interessi dei privati nelle banche>>. 

Sulla caduta della Borsa è già in corso un’indagine svolta dalla Commissione del CAPITAL MARKET che sta cercando indizi sulle liquidazioni coordinate a cascata.

Tutto fa pensare che qualcuno si sia ricordato del famoso ordine <<fate urlare l’economia>> che Nixon dava alla CIA e al Dipartimento di Stato quando voleva destabilizzare un governo.

di Aris Chatzistefànou

Fonte: info-war.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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