Suicidi: la verità ripugnante

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Nel 2011, in Grecia, i suicidi hanno segnato il record degli ultimi 50 anni, secondo i dati della ELSTAT [ufficio greco di statistica nazionale, n.d.t.]. L’aumento è del 26,52% rispetto al 2010, mentre il loro numero è arrivato a 477.

Come alcuni non vogliono parlare della “malattia cattiva” o di “malattie ripugnanti”, così anche i politici “seri” e i media non parlano delle cattive, ripugnanti verità: una di queste è l’ondata di suicidi. Come durante la dittatura venivano effettuate torture, ma i giornali non scrivevano niente, così adesso i media mainstream sottovalutano l’argomento non per rispetto ai morti, ma perché sono complici del crimine. Come se il silenzio fosse metà nobiltà [dall’espressione greca, la pulizia è metà nobiltà, n.d.t.] e la verità ripugnante soltanto lamentela, miseria, populismo.

Non è colpa della povertà in generale. Studi di scienziati rivelano che la povertà è direttamente collegata con l’aumento dei suicidi, ma le conseguenze della crisi diventano ancora più letali quando la disoccupazione è accompagnata dal crollo dello stato sociale. Un crollo che costituisce una scelta consapevole dei governi dei memoranda e non un “male necessario”. I sequestri di case renderanno ancora più buio il paesaggio già nebuloso. Salvo che…

Neonati non dichiarati, prostitute non dichiarate, suicidi non dichiarati. Secondo l’organizzazione non governativa Klimaka, i tentativi di suicidio non registrati sono 15-20 volte più del numero ufficiale dei suicidi. Parallelamente, molti suicidi non vengono dichiarati come tali, perché i parenti della persona morta non vogliono essere stigmatizzati dalla società e dalla religione. Come la disoccupazione non ufficiale, così anche i suicidi non dichiarati assumono una forma amebica da incubo.

A parte i suicidi pubblici, ci sono anche quelli nascosti: persone che vanno in posti deserti, nei seminterrati, nel ripostiglio di casa, nelle forre e nelle grotte per impiccarsi, per darsi fuoco, per precipitare nel vuoto. Come se si vergognassero, come se chiedessero perdono a chi lasciano indietro.

Forse presto sarà istituito qualche Osservatorio di Suicidi che registrerà quelli che partono. Con discrezione, pubblicando solo il luogo, l’età e il genere, non le generalità. Come dire Osservatorio di Cani Randagi in un mondo di animali consumabili.

di Marianna Tziantzì

Fonte: left

Traduzione di Atene Calling

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