Testimonianza shock sul naufragio di capo Kòrakas

ImageProxy

È stata pubblicata un’altra testimonianza agghiacciante sul tragico naufragio del 18 marzo avvenuto vicino a capo Kòrakas [isola di Lesvos, ndt]. Il naufragio ha causato la morte di sette migranti di provenienza siriana. Tra di loro, cinque membri di una famiglia siriana con i due piccoli figli. Figura tragica del naufragio è il 25enne Fadi Mansurati, che racconta come quella sera ha visto scomparire davanti ai suoi occhi sua madre e l’intera famiglia di sua sorella. Il 25enne Mohammed Al Hussain racconta i momenti del naufragio e del viaggio fatale dalle coste turche. La testimonianza dei due siriani è stata pubblicata sul sito dell’UNHCR in Grecia, l’intervista è stata rilasciata a Greg Beals.

I due siriani superstiti raccontano di quando si sono trovati in acqua, fino al salvataggio da parte di una nave mercantile e di una nave di pattugliamento turca, vicino alla costa di Capo Kòrakas. Scioccante è il racconto del momento in cui il padre della famiglia si è tolto il giubbotto di salvataggio seguendo la moglie e i due figli nella tomba liquida. Il 25enne Fadi dice che non ce l’ha fatta a vedere annegare i suoi e ha voluto seguirli. È stato fermato da Mohammed, che gli ha dato una botta in testa tenendolo stretto per non fargli togliere il giubbotto.

Non ha fatto in tempo..

Nell’articolo viene riportato: “Il 25enne Mohammed Al Hussain, medico di Aleppo, ricorda di aver visto la barca muoversi con forza a destra e a sinistra prima di finire sott’acqua. Non è riuscito a capire dove si trovava la superficie del mare, prima di prendere una botta dalla stiva. La prua della barca si è alzata mentre l’acqua entrava dalla poppa. Mohammed è salito da un lato e si è trovato di nuovo sull’imbarcazione.

Nella cabina, che si è riempita velocemente d’acqua, si trovavano le donne, i ragazzi e un uomo. Tutti urlavano. ‘Ho preso una mano, ma la finestra era molto piccola’ ricorda Mohammed. ‘Ho fatto un secondo tentativo. Potevo toccare i loro capelli. Ho visto una mano, un orologio e un anello, e poi capelli. Si trovavano già sott’acqua. Ho nuotato lontano, non reggevo le urla’.

La barca si è capovolta dopo aver ricevuto un altro urto dalle onde. Il 25enne Fadi Mansurati ha visto la sorella Rose di 26 anni e suo figlio Karlos di 7 anni sparire. La nipote di 4 anni, Marita, era riuscita ad uscire dalla cabina. ‘L’ho presa e l’ho tenuta tra le braccia’ dice. La ragazzina urlava cercando sua madre. ‘Pensavo alla mia famiglia che si trovava nella cabina’ dice. ‘Dicevo a me stesso, sopravviveranno’.

Fadi teneva stretta Marita, mentre lei chiamava sua madre. ‘Non ti preoccupare, mamma sta arrivando’ le ha detto. In pochi minuti, le urla si sono trasformate in un pianto gentile. L’acqua era gelida. Dopo un’ora, poteva sentire il corpo della ragazza che si stava congelando. Marita era morta. L’ha lasciata trascinare dal mare.

Sotto lo sguardo di Fadi, il padre di Marita, il 36enne Josef Daoud, si è tolto il giubbotto ed è andato a fondo, sotto le onde. Fadi ha voluto seguirli nella morte”.

Fonte: lesvosnews

Traduzione di AteneCalling.org

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


7 + = dodici