Trattati come “Human Cargo” – L’Italia respinge i richiedenti protezione internazionale verso la Grecia.

Pro Asyl e il Consiglio Greco per i Rifugiati pubblicano un rapporto sulle riammissioni arbitrarie dai porti italiani alla Grecia.
Migliaia di richiedenti protezione internazionale provano ad attraversare il mare dalla Grecia all’Italia ogni anno. Se riescono ad arrivare in Italia comunque, sono immediatamente respinti verso la Grecia senza ricevere una valutazione individuale dei loro casi, senza cioè che sia garantito il loro diritto ad avere un’assistenza legale, come il rapporto HUMAN CARGO – Arbitrary readmissions from the Italian sea ports to Greece di Pro Asyl e il Consiglio Greco per i Rifugiati ha rilevato.
Come la maggior parte degli Stati Membri, l’Italia ha ufficialmente interrotto il ritorno dei “dublinanti” verso la Grecia, a partire dal momento in cui la Corte Europea dei Diritti dell’uomo, nel Gennaio 2011, stabilì che la Grecia non era più uno stato in grado di salvaguardare i diritti dei richiedenti asilo. Nonostante questo le riammissioni arbitrarie e collettive verso la Grecia sono andate avanti in maniera sistematica in diretta violazione di questa decisione.
Quasi tutte le persone intervistate per questa ricerca erano senza tetto prima e dopo la loro riammissione in Grecia. Non avevano accesso al cibo, all’acqua, alle strutture sanitarie e alle cure mediche. Alcuni di loro erano stati vittime di violenza razzista e/o della violenza della polizia a Patrasso o ad Atene.
In due dei casi descritti, minori che erano stati riammessi erano stati detenuti per 20 giorni a Igoumenitsa in un centro di detenzione “mista” al porto finché non sono stati riaccompagnati in un centri di accoglienza per minori non accompagnati a Konitsa.
Diniego dell’accesso alla protezione internazionale:
Nessuna delle persone riammesse ha mai avuto la possibilità concreta di presentare alle autorità competenti la propria domanda di asilo. Presumibilmente, nella maggior parte dei casi le autorità italiane non chiedono nulla ai migranti, neanche il loro nome. Alcuni intervistati sostengono di aver fatto richiesta verbale di registrazione della domanda di asilo ma di non aver ricevuto alcuna risposta dalle autorità.
Mancanza di protezione per minori non accompagnati:
Il rapporto rileva che i minori non accompagnati sono registrati dalle autorità italiane come maggiorenni. In un caso, un ragazzo afghano di circa 10 anni è stato registrato come diciottenne ed è stato riammesso da Bari a Patrasso. Sono anche stati registrati casi in cui i minori sono stati separati dai propri famigliari proprio a causa delle procedure di riammissione in Grecia. In un caso, due fratelli presumibilmente minorenni sono stati separati. Uno è stato riammesso in Grecia come fosse un adulto l’altro è rimasto in Italia.
Maltrattamento da parte delle autorità italiane:
Gli intervistati hanno descritto di essere stati maltrattati dagli ufficiali italiani, picchiati, presi a pugni e a calci nelle stazioni di polizia nel momento del foto – segnalamento, nel momento in cui venivano riaccompagnati alla nave e/o nel momento in cui venivano detenuti dentro le navi.
Condizioni inumane e degradanti a bordo:
In molti casi, le persone in attesa di essere riammesse in Grecia sono stati detenuti in cabine messe a disposizione dalle stesse compagnie navali. In altro casi le persone sono state detenute nei rispostigli di servizio metallici che si trovano dentro le navi esposti a condizioni climatiche estreme durante l’inverno così come d’estate. Alle persone riammesse non sempre sono stati dati cibo e acqua, non è stato possibile per loro usufruire dei servizi igienici presenti a bordo e sono stati costretti a volte ad urinare in bottiglie di plastica.
Le riammissioni arbitrarie devono cessare immediatamente!
I risultati di questa richerca mostrano come l’Italia non adempia in nessun modo agli obblighi imposti dalle leggi europee e internazionali in materia di asilo. La pratica delle autorità italiane costituisce una violazione della carta dei diritti fondamentali dell’unione europea, la convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, dela convenzione di Ginevra. Pro Asyl e il consiglio greco per i rifugiati esortano il governo italiano di assicurare l’accesso alle procedure di richiesta di asilo per coloro che arrivano nei porti italiani. La politica delle riammissioni arbitrarie in Grecia deve cessare immediatamente.
Ci appelliamo alle istituzioni europee affinché agiscano in maniera immediata in risposta alle violazioni dei diritti umani che avvengono in questi porti italiani. La Commissione Europea, il Parlamento Europeo, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, il Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura (CPT) e gli stati membri dell’UE non possono accettare la violazione delle leggi internazionali da parte di uno stato membro.
Metodologia
Il rapporto è basato sulle testimonianze di più di 50 persone che sono state respinte dall’Italia verso la Grecia in questo modo almeno una volta.
Esc-Infomigrante
Per maggiori informazioni sul contesto e sulle interviste preghiamo di contattare:
PRO ASYL Karl Kopp, Director of European Affairs
Phone: +49/69/230695
Email:europa(at)proasyl.de
Greek Council for Refugees (GCR)
Panos Christodoulou, GCR Director
Phone: + 30 210 3800 990
Email:christodoulou(at)gcr.gr
- Scarica il rapporto (in inglese)
Scarica gli altri due report delle stesse autrici:

I came here for peace. The systematic ill-treatment of migrants and refugees by state agent in Patras.





 

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