Un anno dopo l’oscuramento di ERT i lavoratori invitano a uno sciopero di 24 ore

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I lavoratori nella Televisione Pubblica invitano i media a uno sciopero di 24ore per mercoledì 11 giugno e preparano due presidi, uno nel pomeriggio nel centro di Atene e uno a sera di fronte al Radiomegaro.

Mentre tra pochi giorni si compirà un anno dal giorno dell’oscuramento di ERT, con un comunicato – lettera aperta il personale della televisione pubblica sottolinea che uno sciopero di 4 ore non basta per una lotta che si preannuncia lunga e difficile.

Il comunicato dei lavoratori

<<E’ passato un anno dall’oscuramento di ERT. Quella sera dell’ 11 giugno 2013 non è stata sconvolta solo la vita di oltre 2.500 lavoratori e delle loro famiglie. L’intera società greca e la comunità internazionale sono rimaste scioccate per la “prima mondiale” della chiusura di una emittente radiotelevisiva pubblica. L’11 giugno 2013 non deve essere un giorno per i requiem, ma un esempio di memoria storica e di coscienza. Tra l’altro come ha scritto il poeta [Ghiorgos Sefèris, n.d.t.]: <<Cancellare parte del passato è come cancellare anche un corrispondente pezzo di futuro>>. Eilfuturononvienecreatoall’insaputadellepersone…

Il personale della televisione pubblica, in maggioranza ex lavoratori della ERT, sono stati diffamati, ridicolizzati e “esiliati” dai comitati e dalle unioni dei lavoratori per aver rivendicato un posto di lavoro. Senza precedenti il non riconoscimento dei giornalisti della televisione pubblica da parte di ESIEA e POESY, quando ogni lavoratore è individualmente membro delle Unioni.

E come se non bastasse l’essere abbandonati a sé stessi, i membri delle Unioni e dei Comitati “sferzano” i lavoratori della televisione pubblica con insulti e offese. Continuano a disprezzare i lavoratori del Rardiomegaro e li mettono contro la lotta per il rifunzionamento della ERT. Alimentano odio, ostilità, disaccordi e rivendicazioni tra colleghi, come se in questo modo la lotta diventasse più grande, più brillante, più pura.

Anche se ripetono nella maggior parte dei loro comunicati che “La ERT è i suoi lavoratori”, nella prassi si smentiscono accettando la parte e non il tutto. Lo slogan “La ERT è i suoi lavoratori” come simbolo e valore con la responsabilità delle unioni sindacaliste purtroppo è finito per diventare uno slogan vuoto.

I lavoratori della televisione pubblica non sono subordinati ad alcun regolamento sindacale per discutere, fare assemblee, soffrire e lottare. La loro scelta di lavorare e l’idea che la televisione pubblica avrebbe potuto continuare a trasmettere non è stata criticata semplicemente come “uno sbaglio”, ma è diventata la bandiera dei “militanti” contro la “sottomissione” e il “tradimento”.

In queste condizioni il personale della televisione pubblica non accetta la lobotomia che si sta tentando di fare. Era  al Radiomegaro prima dell’11 giugno 2013 ed era lì anche quella sera dell’11 giugno quando il segnale della ERT fu oscurato, era lì mesi dopo, è ancora qui dopo un anno per chiedere ai Comitati e alle Unioni dei lavoratori, violando presumibilmente le regole sindacali, uno sciopero di 24 ore di tutte le stazioni radiotelevisive per mercoledì 11 giugno 2014.

Lo sciopero di 4 ore annunciato da alcuni sindacati come POESY, ESIEA, ESIEM-TH, ESIEPIN, ESIETHstE-E, ESPIT POSPERT, POEPTYM, può servire a vincere una gara di resistenza? Corrisponde anche simbolicamente alle dimensioni dell’oscuramento di ERT, o  può dare un’idea delle vite interrotte di tutti noi?

Per tutti questi motivi insistiamo perché l’11 giugno, giorno fondamentale per il bene comune dell’informazione, le unioni sindacaliste proclamino lo sciopero di 24 ore per tutti i media. E’ un giorno che non si offre a rivendicazioni e sfruttamento. La lotta, tra l’altro, non ha un indirizzo o un CAP, non si prenota con appuntamento, viene combattuta da ognuno da solo e da tutti insieme dovunque essi si trovino. A chi conviene la tattica delle divisioni?Ai lavoratori?>>

Fonte: efsyn.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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