Un colpo di stato molto europeo

αρης

Sono passati quarant’anni da quando è stato scoperto che la CIA, già dal 1948 (un anno dopo la sua fondazione), interveniva nelle elezioni politiche in Italia finanziando i partiti del Centro e della Destra, e lasciava che sulla Stampa uscissero calunnie sul Partito Comunista Italiano. Nel periodo immediatamente successivo alla fine della II Guerra Mondiale, nello scenario politico d’Europa il coinvolgimento americano nell’imposizione di governi filoccidentali era la norma e non l’eccezione.

Il piano Marshall, oltre a funzionare come meccanismo di redistribuzione del reddito dai contribuenti americani alle compagnie USA che si assumevano il compito di ricostruire l’Europa distrutta, veniva utilizzato anche come strumento per imporre il modello del capitalismo americano ed escludere i partiti di sinistra che si erano ingigantiti grazie al ruolo svolto nella resistenza contro l’occupazione nazista.

Ci sarebbero voluti decenni dalla fine della guerra perché le élite economiche europee iniziassero a utilizzare le stesse tecniche degli USA per quanto riguarda il rovesciamento dei governi e l’imposizione di altri esecutivi a loro più amichevoli in Europa. Gli sviluppi degli ultimi anni, particolarmente dopo la crisi del 2007/2008, dimostrano che hanno imparato piuttosto bene la lezione.

I recenti interventi della BCE, che hanno strozzato la liquidità del sistema bancario della Grecia, ai più anziani forse ricorderanno l’ordine del presidente Nixon alla sua squadra, quando decise di rovesciare il governo di Salvador Allende in Cile nel 1973: «Fate piangere l’economia».

L’interruzione dell’erogazione della liquidità era stata testata con successo dalla BCE in Irlanda e a Cipro con lo scopo di imporre i memoranda, e nel caso della Grecia ha preso le caratteristiche di un attacco su tutti i fronti – ma non sarebbero gli unici interventi che hanno minacciato di rovesciare governi, in alcuni casi andati a buon fine. Un anno fa il Financial Times ha rivelato ogni particolare del meccanismo che ha portato al rovesciamento del governo Berlusconi del 2011 e alla sua sostituzione con l’uomo delle banche Mario Monti.

Un buon numero di analisti stimano che la BCE abbia giocato un ruolo determinante nell’incremento artificiale degli spreads, che ha portato alle dimissioni di Berlusconi e che ha permesso la realizzazione del piano molto ben organizzato del presidente Napolitano e della Confindustria per un cambio di potere nella Città Eterna.

Scenari simili sembravano fino a quel momento essere usciti dai romanzi di spionaggio. Per la precisione, come ha ricordato recentemente il professore universitario Kostas Douzinas sul giornale «Ef.Syn.», su un copione simile si basava anche la serie televisiva di successo degli anni ’80 «Un colpo di stato molto britannico» («A very british coup»): un governo di sinistra viene eletto con la promessa di distruggere le oligarchie dei grandi media, di nazionalizzare le imprese, di abbandonare la NATO e di creare un governo realmente aperto ai cittadini.

Il rovesciamento del governo è una questione di tempo, visto che media, servizi segreti e grandi industrie congiurano per creare una situazione di asfissia economica.

È chiaro che la storia presentata nel 1982 da Kris Mulin resta un prodotto della fantasia, perché ancora non c’è stato nessun governo di sinistra in Europa – un governo che, ad esempio, volesse la nazionalizzazione delle imprese e l’uscita dalla NATO. Ma per quanto riguarda i piani sovversivi, le storie raccontate nella serie televisiva si avvicinano sempre di più alla realtà.

Chi fino a pochi anni fa avrebbe mai immaginato che fondazioni di ricerca dei cristianodemocratici tedeschi avrebbero finanziato sfacciatamente membri dell’opposizione ucraina, e che la Commissione Europea avrebbe sostenuto un governo con la partecipazione dei nazionalsocialisti per sostituire lo spodestato Yanukovic a Kiev? Quanto pareva impossibile che la Commissione potesse partecipare ufficialmente attraverso i social alla chiamata dei dimostranti antigovernativi del «Rimaniamo in Europa»?

E quanto sarebbe stato buffo, anche solo un anno fa, pensare che i leader europei sarebbero stati invitati a pranzo da Stavros Theodorakis subito dopo che lo stesso aveva comunicato di essere pronto ad accettare qualunque accordo, indipendentemente cioè da quanto catastrofico possa essere per il suo paese?

Nell’Unione Europea del 2015 un partito che ha il 6% (come To Potami), grazie ai più grandi centri politici e ai più grandi media, può fare da contrappeso a un governo eletto democraticamente – ovviamente, basta che abbia giurato fedeltà a Berlino, che faccia dichiarazioni del tipo «la Giunta dei Colonnelli non ha lasciato nessun debito» e che tra le sue file ci siano membri che propongono di consegnare il potere al capo di Stato Maggiore delle forze armate.

Un colpo di stato davvero europeo. Indeed!

Di Aris Chatzisefanou

Per il no

Fonte originale: Efimerida ton Syntaktòn

Fonte: nostimonimar.gr

Traduzione di AteneCalling.org

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