Un omicidio razziale infiamma il paese

Il numero di aggressioni a sfondo razziale contro gli immigrati è aumentato durante il mese sacro del Ramadan, culminando nell’omicidio del 12 agosto di un diciannovenne iracheno fuori da una moschea improvvisata nel centro di Atene. Secondo la polizia, il ragazzo è stato accoltellato a morte da cinque motociclisti. Gli aggressori sono stati avvistati in precedenza mentre cercavano di attaccare alcuni immigrati romeni e marocchini. Nessuno è stato ancora arrestato in relazione all’omicidio. Secondo Kathimerini la frequenza delle aggressioni è in forte aumento:
Non ci sono più giudici ad Atene? Non ci sono più procuratori? Il motivo di queste domande è che ci sono bande criminali che girano per la città picchiando, accoltellando e uccidendo esseri umani e sembra che nessuna autorità statale sia disposta o in grado di fare qualcosa. […]
Questo paese non conosce vie di mezzo. Dal superficiale progressismo che ha portato le autorità a ignorare i clandestini, siamo passati all’estremo opposto dello spettro: il fascismo dell’indifferenza quando queste persone vengono ammazzate […]. Non ci siamo interessati quando sono entrati nel paese senza permesso e allo stesso modo non ci interessiamo quando qualcuno li picchia. E intanto le autorità non svolgono il proprio compito. […]
Abbiamo bisogno di un procuratore che faccia il suo dovere, che è quello di far rispettare la legge. Un procuratore che scopra se gli agenti di polizia hanno legami con [il partito neo-nazista] Alba dorata. Un procuratore che protegga le strade. Il paese non può essere ricattato dalle bande che si arrogano il diritto di difendere una legalità tutta loro”. 
“L’omicidio si è verificato sullo sfondo di una repressione senza precedenti nei confronti degli immigrati di Atene”, scrive Kathimerini. L’operazione anti-immigrati, “paradossalmente chiamata Xenios Zeus in onore del dio greco dell’ospitalità, finora ha portato all’arresto di 1.596 immigrati clandestini. Un totale di 7.361 stranieri sono stati controllati.” Nel frattempo, sottolinea il quotidiano, “secondo l’Associazione immigrati lavoratori, in Grecia si sono verificate quasi 500 aggressioni a sfondo razziale negli ultimi sei mesi”.

L’ ultimo rapporto di Human right watch: HATE THE  STREET

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